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S1 FERNANDO PESSOA

Furtiva mano di un fantasma occulto

Furtiva mano di un fantasma occulto
fra le pieghe del buio e del torpore
mi scuote, e io mi sveglio, ma nel cuore
notturno non trovo gesto o volto.


Un antico terrore che insepolto
porto nel petto, come da un trono
scende sopra di me senza perdono,
mi fa suo servo senza cenno o insulto.


E sento la mia vita di repente
legata con un filo di Incosciente
a ignota mano diretta nell’ignoto
.

Sento che niente sono se non l’ombra
di un volto imperscrutabile nell’ombra:
e per assenza esisto, come il vuoto.

Odo, come se il profumo

Odo, come se il profumo
Di fiori mi svegliasse…

È musica — un aiuola
Di influenza e finzione.

Impalpabile ricordo,
Sorriso di nessuno,
Con quella speranza
Che neanche ha speranza…

Che importa, se sentire
È non conoscersi?
Odo, e sento sorridere
Quel che in me niente vuole.

Se qualcuno

Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,
dicendo che è un mio emissario,
non credergli, anche se sono io;
ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
neanche che si bussi
alla porta irreale del cielo.


Ma se, ovviamente, senza che tu senta
bussare, vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa
di bussare, medita un poco. Quello è
il mio emissario e me e ciò che
di disperato il mio orgoglio ammette.
Apri a chi non bussa alla tua porta.